Un’opera di Caterina Morigi esposta per la quarta edizione del progetto artistico goriziano. Trama indaga il tema basagliano del limen, ovvero del confine fra natura e cultura, concentrandosi sulla “soglia” del nostro corpo: la pelle

È visibile da ieri, a Gorizia, la quarta edizione del progetto Mind the Gap, ideato da Augusta Eniti dell’associazione culturale Altreforme di Udine.

Il progetto prevede l’esposizione, presso lo studiofaganel di Gorizia, delle opere di tre artiste, visibili su prenotazione fino al 30 aprile: assieme a Ulla Rauter e Debora Vrizzi, protagonista di questa edizione è Caterina Morigi. Curatori della mostra sono Giada Centazzo, Bruno Di Marino e Rachele D’Osualdo.

L’opera di Caterina, intitolata Trama, è stata selezionata sulla base del tema assegnato quest’anno da Mind the Gap, quello basagliano del limen, ovvero della soglia. L’abbattimento dei muri sociali fra sanità e malattia mentale è stato l’impegno fondamentale di Franco Basaglia per tutta la sua vita: come si può tracciare un confine netto laddove la natura non ci offre che soglie sfumate?

La ricerca artistica di Caterina Morigi da sempre si sofferma appunto su questa soglia e si interroga sulla superficie “porosa” della cose. Porosa come il marmo e la pelle, che spesso, se visti da vicino, come in un gioco illusionistico, non si distinguono l’uno dall’altra. La natura non ci offre che superfici imperfette, mutevoli, cangianti col tempo: tra esse, la nostra pelle, l’epidermide umana, con tutti i suoi difetti che la rendono unica.

Trama è un lavoro fotografico che nasce dalla volontà di attirare l’attenzione verso i cosiddetti errori impressi sulla superficie epidermica: macchie del sole, cicatrici, nei, che vengono qui esplicitamente messi in evidenza invece di essere cancellati come inestetismi”, racconta Caterina.

“Mi piace pensare che dal 2013, anno in cui ho pensato il lavoro, sia un po’ cambiata la visione sociale di alcuni di questi segni. Le lentiggini e la vitiligine, ad esempio, sono diventate protagoniste frequenti di ritratti fotografici nell’ambito del fashion design; sono sinonimo di singolarità e particolarità, concetti verso cui forse si sta muovendo l’idea di bellezza.”

La mostra resterà visibile fino al 30 aprile. Ingresso libero su appuntamento: mail@altreforme.net